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Denutrizione nei pazienti dializzati a causa del COVID

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Denutrizione nei pazienti dializzati a causa del COVID

Redattore : DORSON Sandy, Infermiera referente per la nutrizione presso il CHPM

La denutrizione nei pazienti emodializzati

La denutrizione è una complicazione frequente nei pazienti affetti da insufficienza renale cronica allo stadio terminale, trattati con emodialisi. L’attuale prevalenza, attestatasi al 30% di casi di denutrizione in dialisi resta elevata, così come mostrato da un recente studio francese incentrato su un panel di oltre 7.000 pazienti emodializzati.

D’altronde, la denutrizione è un fattore di rischio indipendente di accrescimento della morbilità e della mortalità, a prescindere dalle patologie sottogiacenti perfino nei soggetti in sovrappeso o obesi (raccomandazione dell’Alta Autorità Sanitaria francese: diagnosi di denutrizione negli over 70).

La dialisi è un momento di catabolismo non trascurabile per il paziente. Per questo, la prevenzione della denutrizione fa parte della presa in carico globale dei pazienti emodializzati, oltre che delle misure personalizzate che devono essere proposte ai pazienti denutriti o a rischio di denutrizione. La circolare DHOS (Direzione dell'ospedalizzazione e dell'organizzazione delle cure) del 29 marzo 2002 concernente l’alimentazione e la nutrizione presso le strutture sanitarie, raccomanda la predisposizione di CLAN (Comitati interfunzionali per l’alimentazione e la nutrizione) in tutti gli istituti.

Lo studio COLENDIA dimostra “che uno spuntino ricco in proteine assunto da pazienti denutriti o meno durante la seduta di emodialisi, aumenta significativamente la concentrazione sierica di albumina”, rivelandosi un’azione semplice ed efficace. Oltre all’interesse nutrizionale, possiamo anche sottolineare il fatto che lo spuntino durante la seduta rappresenta un momento chiave nello svolgimento della stessa per i pazienti. In effetti, l’assunzione di cibo è un fisio-piacere derivato dal gusto, ma anche un socio-piacere dovuto alla condivisione sociale a cui esso si collega. Un momento non correlato alla malattia, un piacevole scambio con il personale curante diverso dai momenti di cura veri e propri, i quali rievocano, invece, dolore e spesso angoscia. 

Sospensione degli spuntini durante la pandemia da COVID-19

Il primo lockdown in Francia è iniziato nel marzo 2020. Da subito il CHPM ha proceduto con lo stop agli spuntini per evitare la propagazione del virus.

Periodi di stop agli spuntini:

- Dal 24 marzo al 13 luglio 2020

- Dal 2 novembre 2020 a giugno 2021

- Dal 7 dicembre 2021 al 13 marzo 2022

In occasione di questi tre lunghi periodi, i pazienti non hanno più ricevuto spuntini durante la seduta e ciò ha ampiamente impattato sulla qualità del loro apporto in proteine (abbassamento del nPCR - normalized Protein Catabolic Rate), provocando fragilità e denutrizione in alcuni di loro. Il nPCR o tasso di catabolismo proteico normalizzato, valuta la quantità di proteine (o protidi) assunte da un paziente nell’intervallo tra due dialisi.

I numeri: il CHPM ha constatato un netto calo del tasso medio di nPCR

Bilanci trimestrali

nPCR medio/file active

2019

2020

2021

2022

Febbraio

1,02

1,12

1,04

0,98

Maggio

1,01

1,07

1,03

0,95

Agosto

1,03

0,97

1,02

0,87

Novembre

1,06

0,97

0,95

 


Correlativamente al nostro studio, uno studio condotto su 121 pazienti e pubblicato il 5/09/2022, mostra che “la soppressione degli spuntini intradialitici durante il periodo pandemico da COVID-19 ha aggravato i parametri nutrizionali dei pazienti in emodialisi cronica”.

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Azioni attuate dal CLAN per contrastare la denutrizione

Il Comitato Interfunzionale per l’Alimentazione e la Nutrizione, attivo all’interno del CHPM dal 2015, ha rapidamente accertato l’impatto in termini nutrizionali dovuti all’emergenza da Covid-19 sul rischio di denutrizione nella maggioranza dei pazienti.

In effetti, oltre allo stop agli spuntini, abbiamo anche constatato la diminuzione di aumento di peso nei nostri pazienti senior. Sono molteplici i fattori che possono essere addotti: spesso isolati, i pazienti non hanno ricevuto più visite da parte dei familiari e hanno avuto difficoltà a fare la spesa.

Tra l’altro, il CLAN ha predisposto azioni tendenti a favorire l’aumento di peso: Permesso ai soggetti denutriti di poter assumere i propri ONS (Supplementi Nutrizionali Orali), facendo passare la cannuccia sotto la mascherina durante la seduta. Dono di ONS a coloro che potevano rientrare a casa dopo la seduta, affinché vi assumessero tali supplementi. Videochiamate e chiamate telefoniche personalizzate con dietologi e medici.

Conclusione

Lo spuntino appare come un momento chiave durante la seduta di dialisi: si tratta di un imperativo di cura che mira a lottare contro la denutrizione, fattore indipendente di mortalità, oltre che un imperativo sociale che intende conservare il legame sociale, lo scambio tra paziente e personale curante, nonché tra paziente e paziente. Per questo, il CLAN assume un ruolo particolarmente importante nella prevenzione della denutrizione e non deve esitare a predisporre azioni in favore di pazienti e famiglie (laboratori, animazioni, ecc.), così come del personale curante (formazioni, animazioni, ecc.).